Lezione 1, corso di numismatica. La monetazione incusa
Super euro o mini dollaro? Come procede il ballo delle monete

con le ultime novità in materia di monete fra euro e dollaro Monete Dollaro In Corso , giornalista di Mf/Milano Finanza, con le ultime novità in materia di monete fra euro e dollaro
Euro sempre più forte grazie al nuovo record dell’indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche e al ritorno della Grecia sui mercati dopo tre anni di assenza (vedere l’articolo in basso).
Ieri la moneta unica ha sfondato quota 1,17 fino a un massimo di 1,1712 dollari per poi ripiegare in serata a 1,1658, comunque in rialzo dello 0,1% rispetto alla seduta precedente. A luglio l’Ifo si è attestato a 116 punti, battendo il consenso degli economisti che si aspettavano una lettura a 114,9 punti. L’indicatore relativo alle condizioni attuali è salito a 125,4 punti rispetto ai 124,1 di giugno e quello sulle aspettative ha raggiunto quota 107,3 punti dai 106,8 del mese scorso.
«Il sentiment delle imprese è euforico», ha affermato Clemens Fuest, presidente dell’Istituto Ifo, che elabora l’indice omonimo, puntualizzando che «la soddisfazione delle aziende per quando riguarda la situazione attuale è sui massimi dalla riunificazione della Germania. Anche le prospettive di breve termine sono migliorate. L’economia tedesca sta avanzando».

Secondo Antje Praefcke, analista di Commerzbank, analista di Commerzbank Monete Dollaro In Corso
A parere di Mersch, sull’inflazione pesa «la debolezza dei prezzi dell’energia» e «le misure dell’inflazione sottostante restano a livello generale su livelli deboli». Comunque sia, ha concluso, «la minaccia della deflazione è sparita» e l’indice dei prezzi al consumo dovrebbe risalire gradualmente nel medio termine, sostenuto dalla politica monetaria della Bce e dalla continua ripresa dell’Eurozona.
Indicazioni sul trend delle valute arriveranno di certo questa sera dal comunicato della Fed. I tassi d’interesse resteranno certamente invariati nella fascia 1-1,25% mentre, secondo la Praefcke, la Fed dovrebbe confermare l’avvio della riduzione del bilancio a settembre, lasciando intendere che ci sarà un altro rialzo dei tassi a dicembre (e la maggior parte degli economisti è dello stesso parere). Se tutto andrà secondo queste previsioni, difficile che il dollaro riesca a invertire la tendenza. L’euro sembra quindi ben avviato verso quota 1,20, livello che però rischia di mettere il bastone fra le ruote alla ripresa in corso nella zona euro.
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